"LA MEDITAZIONE
DELLA GRATITUDINE
Ringrazio l’Universo
che mi accoglie e mi protegge
e mi fa sentire amato,
anche quando non riesco a percepirlo
anche quando i miei occhi sono annebbiati
e il mio cuore è chiuso.
Ringrazio per il fiore che mi saluta al mattino,
per i mille e mille che fioriscono ogni giorno
e chiedo scusa per quello che ho calpestato,
solo perché ancora non riuscivo ad amarlo.
Ringrazio per le esperienze
che mi vengono offerte ogni giorno,
accolgo con serenità anche quelle che mi fanno soffrire,
nella certezza che mi sono donate con amore
e mi permetteranno presto di essere migliore.
Ringrazio per i passi che compio ogni giorno
e per il sasso che mi ha fatto inciampare
perché non è mai mancata una mano che mi facesse risollevare.
Ringrazio per la strada che ancora ho da fare
e lascio cadere il peso di quella ormai percorsa
sicuro che ora tutto mi conduce alla meta.
Accolgo con gioia ogni dono che mi viene offerto consapevole
che molti non li riesco ancora a vedere
ma che lasciano un segno in fondo al mio cuore.
Accolgo la sofferenza e il dolore
anche quando sembrano troppo grandi
per le mie piccole spalle,
perché so che sono un dono,
seppur arduo, da amare.
Ringrazio per gli affetti e per tutti i miei amici
ma ringrazio anche per i miei nemici
perché mi fanno scoprire la mia parte migliore.
Chiedo con gioia di potermi connettere al Divino che essendo
ovunque è dentro di me
perché mi mostri il cammino
che mi porterà all’amore e alla pace.
Ora chiedo di poter entrare nel mio spazio più profondo
di poter vedere oltre ogni velo
di far pace col mio dolore
di perdonare ogni rancore.
Lascio andare ogni paura
perché vedo la luce
dentro di me,
dentro il mio cuore.
Ora i miei pensieri si spengono
e così fanno anche le mie parole
lasciano spazio al silenzio
lasciano spazio alla quiete.
Grazie, grazie, grazie.”
(dal libro di Ivan Nossa - Il Potere e la Magia della Gratitudine)
https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__potere-magia-gratitudine-ivan-nossa.php?pn=6414
“il compito non è vedere quanto nessuno ha visto ancora,
ma pensare a quello che ancora nessuno ha pensato su ciò
che tutti vedono.”
Arthur Schopenauer